Stefania Pagano
Autrice del blog de I Giardini di Giulia. Creatrice di terrarium, vasi e composizioni, esperta di verde stabilizzato.
C'è un modo di guardare una pianta che non si impara dai libri. Si impara tenendola in mano ogni giorno, per anni, finché si capisce cosa chiede prima ancora che lo dica: dove vuole la luce, quando vuole l'acqua, quale vaso la lascerà respirare.
Stefania Pagano guarda le piante così. Scrive il blog e firma le sue guide e, in azienda dal 2010, è una delle persone che hanno dato forma a I Giardini di Giulia: alle sue linee, alle sue composizioni, al modo in cui il laboratorio lavora ogni giorno.
Dal 2010 in azienda
In I Giardini di Giulia, azienda italiana con una tradizione di coltivazione di piante che risale al 1977.
Crea
Linee di terrarium e di vasi, composizioni artistiche di piante grasse e succulente. Ha contribuito a Nemus, Kumori e ai kit terrarium.
Conosce
Piante succulente, piante verdi da interno, verde stabilizzato; la botanica dei terrarium e dei mossarium.
Nelle sue parole
Vengo da una famiglia di floricoltori e lavoro in azienda da tanti anni. Con mio fratello Raffaele abbiamo sempre discusso di una cosa sola: come presentare il verde. Come farlo apprezzare di più a chi ci sceglie, come farlo uscire dall'idea di una pianta fine a sé stessa e portarlo a qualcosa che emozioni davvero.
È da lì che nasce il nostro modo di intendere il verde: un sentimento, una bellezza, un'unicità. Creare è ciò che ci muove: non sempre il risultato è quello che immaginavamo, ma ci proviamo e riproviamo finché non lo è, e a volte siamo i primi a essere troppo critici con noi stessi. Quello che esce dalle nostre mani è sempre fatto con cura. La bellezza, per noi, è il momento in cui capiamo che l'amore per il nostro lavoro è arrivato a voi, a chi riceve una nostra pianta o una nostra creazione. In quel momento siamo davvero contenti.
— Stefania
Le succulente, il primo amore
Tutto comincia dalle piante grasse. Sembrano le più facili, e sono invece le prime a insegnare la misura: la luce che vogliono piena, l'acqua che vogliono rara, il vaso che deve lasciare scorrere via ogni goccia di troppo. È su di loro che Stefania ha imparato a leggere i segnali di una pianta, una foglia che si raggrinzisce o che si gonfia, un colore che cambia con il sole, e a comporle: pieni e vuoti, forme che si rispondono, piante che stanno bene insieme nel tempo e non solo il giorno in cui si guardano.
Le composizioni artistiche di grasse e succulente nate nel laboratorio portano ancora oggi quel suo equilibrio.
Il verde che vive nelle case vere
Dalle succulente la curiosità si è allargata alle piante verdi da interno: quelle che vivono negli appartamenti veri, con i termosifoni accesi, le finestre a nord, i viaggi di lavoro e le dimenticanze. Conoscerle vuol dire sapere non solo cosa chiedono in teoria, ma cosa succede davvero in una casa, e cosa dire a chi scrive con una foto e una domanda.
È da questa conoscenza concreta che nascono le guide del blog: dalla Sansevieria che muore di troppa acqua alla Pachira che perde le foglie dopo un trasloco, ogni risposta parte da ciò che si vede, non da ciò che si legge in giro.
Terrarium e mossarium: botanica in miniatura
Poi c'è il mondo che la affascina più di tutti, piccolo e chiuso: il terrarium e il mossarium. Una manciata di muschio, tre piantine, il vetro, e un ecosistema che respira da solo, con l'acqua che sale dalle foglie, si condensa e ricade. Per Stefania non è decorazione: è botanica in miniatura, da studiare con lo stesso rigore di una serra.
È da questo interesse che nasce la linea dei kit terrarium, pensata perché chiunque, anche un bambino con un adulto accanto, possa costruire con le proprie mani un giardino in vetro che vive per anni, e le diverse linee di terrarium e di vasi che ha creato.
Le idee che portano la sua impronta
Quando in azienda nasce qualcosa di nuovo, Stefania c'è quasi sempre. Sono oggetti nati dall'incontro tra la sua conoscenza delle piante e l'idea che il verde possa entrare anche dove una pianta viva non può stare: un ufficio senza finestre, la casa di chi è sempre via, una parete che vuole respirare.
Nemus
L'orologio botanico in muschio e legno di ulivo, in cui nessun pezzo è uguale all'altro.
Kumori
Il bonsai in muschio stabilizzato che resta nel tempo senza una goccia d'acqua.
Kit terrarium
La linea per costruire con le proprie mani un giardino in vetro che vive per anni.
Il verde stabilizzato, fatto bene
Il verde stabilizzato è una delle sue competenze più solide, e una di quelle in cui la differenza tra fatto bene e fatto male si vede soltanto dopo mesi. La scelta dei materiali, i tempi, l'umidità da evitare, il modo in cui un quadro di muschio e licheni va composto perché duri anni e non una stagione: sono accortezze che ha messo a punto lavorando, errore dopo errore, e che oggi sono il metodo del laboratorio. Quando scriviamo che il verde stabilizzato dura fino a dieci anni, è di questo metodo che stiamo parlando.
Insegnare, con pazienza
La parte meno visibile del suo lavoro è forse quella a cui tiene di più. In azienda è Stefania a formare le persone del laboratorio, con attenzione e con pazienza: come si compone un terrarium perché viva a lungo, come si maneggia una pianta senza farle male, come si riconosce il momento giusto per ogni gesto e quali accortezze prendere perché una creazione resti bella nel tempo. Non lo fa con un manuale, ma stando accanto a chi impara, finché il gesto giusto diventa naturale. È così che il suo modo di guardare le piante è diventato il modo di lavorare di tutto il laboratorio: quando in una guida leggi "nel nostro laboratorio", è di questo che parliamo.
Il metodo, in quattro regole
- Guardare la pianta prima di toccarla: il terriccio, il colletto, il retro delle foglie dicono più di qualunque calendario.
- L'acqua si misura, non si dà per abitudine: quasi tutte le piante muoiono di troppa acqua, non di poca.
- Una composizione è bella se lo è ancora dopo sei mesi: le piante si scelgono perché stiano bene insieme nel tempo.
- Nessuna promessa: una pianta non è mai garantita, ma si può sempre dire cosa chiede e cosa può andare storto.
Di cosa scrive, e come
Delle piante che coltiviamo e di come tenerle vive nelle case vere: succulente e piante da interno, bonsai da interno e da esterno, terrarium e kokedama, verde stabilizzato, regali con le piante. Le guide partono dalle domande che arrivano ogni settimana alla nostra assistenza, spesso con due foto allegate, e rispondono con quello che si vede in laboratorio: cosa chiede una pianta, cosa può andare storto, cosa fare e cosa lasciar stare.
Senza promettere piante che non muoiono, senza numeri senza fonte, senza chiamare sicura una pianta che non lo è. È un modo di scrivere che assomiglia al suo modo di lavorare: concreto, attento, con rispetto per la pianta e per chi la riceve.
Le guide da cui iniziare
Tutti gli articoli sono sul blog di Giulia, che porta il nome di Giulia, la nostra ispiratrice, a cui l'azienda è intitolata.
Domande frequenti
Chi scrive il blog e le guide de I Giardini di Giulia?
Stefania Pagano, in azienda dal 2010: creatrice di linee di terrarium, vasi e composizioni di piante grasse e succulente, esperta di piante succulente, piante verdi da interno e verde stabilizzato. Le guide nascono dal lavoro del laboratorio e dalle domande dei clienti.
Di quali piante è esperta Stefania Pagano?
Di piante succulente, di piante verdi da interno e di verde stabilizzato; è appassionata della botanica dei terrarium e dei mossarium e ha creato diverse linee di terrarium, vasi e composizioni. Ha contribuito in modo decisivo a Nemus, a Kumori e alla linea dei kit terrarium.
Perché il blog si chiama Il blog di Giulia se lo scrive Stefania?
Perché l'azienda è intitolata a Giulia, la nostra ispiratrice, e il blog ne porta il nome. Il blog e le guide sono scritti da Stefania Pagano, che in azienda crea le linee e forma il laboratorio.
Posso chiedere un consiglio su una pianta?
Sì: scrivi a info@igiardinidigiulia.live con due foto, una della pianta intera e una del dettaglio che ti preoccupa, e a risponderti è chi le piante le conosce da vicino.